QUOTIDIANO "LA SICILIA"
Cultura e Spettacolo. -LO SCAFFALE-
RECENSIONE DEL 19 GENNAIO 2008
Amore Pericoloso tra fughe e Digos
In "Vento Rosso",(Il Filo euro15), Amore,coraggio, cuore, i pensieri e la forza sono determinanti ingredienti per Giuliana Argenio, che alla sua prima esperienza di scrittrice è stata promossa a pieni voti. Il tema di questo romanzo passionale ha come soggetto un burrascoso Mauro Gruber, attivista di pochi scrupoli durante gli anni di piombo, ma che tutt'ora, solitario, compie ancora attentati. Tuttavia Emma lo ama senza riserve pur sapendo di rischiare una relazione con un uomo dissoluto, dedito all'alcol, al gioco e costantemente in fuga perchè braccato dalla Digos. E' un racconto coraggioso, vivace nei continui colpi di scena realmente vissuti (l'autrice svela che il suo protagonista, con nome e identità diverse, esiste e vive tutt'ora nell'opulento nord-est). Con maestria, l'autrice gioca a cambiare continuamente la scena utilizzando varie e significative comparse, non annoiando mai il lettore. Una scrittura fluida, carlottiana e di facile lettura anche se a volte impegna l'attenzione per l'uso di versi poetici che hanno il pregio di aprire grossi varchi per comprendere alcuni passaggi altrimenti dissolubili nel coercimento di una scrittura, a tratti, profonda. L'abbraccio e la morsa fatale di un'altra donna (ex amante di Mauro) giocheranno sul destino di Mauro ed Emma:il finale è inaspettato.
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Nome: Julie Argenio Sono una donna che scrive.
Venerdì 26 ottobre 2007 ho presentato a Roma presso la libreria "LiberMenTe" via del Pellegrino,94 a Roma, il Romanzo -
"VENTO ROSSO" Edito da Edizioni Il filo. Distribuito nelle librerie dal gruppo Mursia, si trova in vendita anche online.
Su IBS e direttamente a ilfilo@ordinionline.it
Amo
Amo il respiro del nulla.
Amo tutto ciò che è silenzio.
Amo chi mi accarezza la mente con la parola. Il sussurro della notte, la luna d'inverno, il fuoco acceso nel camino.Amo la lettura. V.Woolf- M.V.Mòntalban- Ellroy- Montale-Crivellaro. Amo la musica:Ruiky Sakamoto- C.Baker-S.Rollins- J.J.- M.Petrucciani. B.Streisand. Adoro gli animali e senza i miei cani non potrei vivere. Amo un fiocco di neve che si chiama...Barbara
Odio
L'ipocrisia, la moralità di terza mano, chi dimentica l'essenza delle persone. Odio chi giudica, chi condanna seguendo le regole astruse di un pensiero confezionato atto solo a discriminare. E, poi....non so odiare e questa parola l'ho trovata predefinita nel blog. Detesto, ecco, riesco a detestare i moralisti. Trovo più umano il verbo "detestare". I personaggi del mio libro, dei miei racconti, SONO nella mia immaginazione e a loro do voce pretestuosamente, per urlare ciò in cui credo.
Antigone26
motivazione:per essere la persona meravigliosa e stupenda la quale è,la stimo per la sua scrittura,per i contenuti del suo blog,per la sua mente e per la sua anima.
GattoQuatto
Motivazione:Per essere la mia musa ispiratrice
Glò
Motivazione:Oltre ad essere una splendida amica sa essere una donna profondamente riflessiva. Parte da se stessa per capire l'universo del mondo umano interiore. Presente e comprensiva anche nei momenti di silenzio.
Per me è "un colpo di fulmine" letterario, ad ogni sua pubblicazione.
Alice64
Motivazione:per questa piccola grande coraggiosa donna forte.Che attraverso la sua scrittura emana grinta e schiettezza,onestà intellettuale mai disgiunta dall’emozione, dalla passione, da una sensibilità non superficiale e da una straordinaria umanità.
Carlo Mezinger
Motivazione : per le sue capacità narrative e
la sua disponibilità
Domani pomeriggio, mercoledì 14 alle 17.30 sarò ospite del programma "Libri Oggi" su TELEVITA Roma-Lazio . Una delle più vecchie tivvù indipendenti che con la GBR trasmettevano dall'Hilton Hotel di Roma. Uno spazio televisivo dedicato al panorama editoriale italiano e frequentato da sempre da moltissimi nomi della letteratura. L'intervista andrà in onda Domenica 18 maggio alle 22.45. Chi non fosse residente nel Lazio, poichè la TV in questione è anche su satellite, potrà seguirla, (essendo un canale trasparente) su Sky. Il canale è UHF65. L'intervista è atta a promuovere il mio romanzo VENTO ROSSO edito da IL FILO e distribuito dal Gruppo Mursia. Alla Fiera di Torino ha avuto un buon riscontro e anche la mia personale iniziativa di promuoverlo attraverso il blog, ha indotto la mia Casa Editrice ad offrirmi altre forme di visibilità. Il percorso è ancora molto lungo e faticoso ed io conto con tenacia e speranza sulla forza della rete. Voi, primariamente avete in mano il destino di Vento Rosso e l'altro che potrebbe essere pubblicato dopo ottobre del 2008. Ho dovuto vincere il senso di timidezza che mi appartiene, quasi una riservatezza cronica, per farmi conoscere appena un pò di più. Varcare la soglia di un blog mi comporta sempre un iniziale disagio. Cerco di commentare con l'anima, con tutti gli strumenti che la sensibilità mi consente e credetemi, ogni avatar ha per me corpo-materia e spirito. Grazie a tutti quelli che vorranno seguirmi domenica 18 in questa intervista televisiva che mi auguro possa incentivare il desiderio di leggere VENTO ROSSO. Un abbraccio a tutti.
Recensito dal Quotidiano LA SICILIA-pagina Lo Scaffale
Cultura e Spettacolo
Recensito dalla Rivista Il Filo
Recensito su IBS
Recensito da Aphorism
Prossima Recensione su Milano Nera
Il libro è in vendita nelle migliori librerie e su IBS
oppure potrete averlo ordinandolo semplicemente su ilfilo@ordinionline.it
senza alcuna spesa, pagandolo contrassegno.
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Con l'occasione pubblico l'avviso di www.splinder.com/profile/BALOTH
relativamente agli eventi musicali che si terranno a Milano
MILANO MUSICA EVENTI
MEGANOIDI 15 maggio (alternative rock)
SORGENTE 16 maggio (german rock)
NEMESI 17 maggio (tipo linea 77 un misto tra rap e rock)
ORANGE 17 maggio (rock melodico)
Per informazioni clicca sull’indirizzo sottostante.
Ribadisco il senso del mio blog e l’apertura ad una forma di collaborazione con gli Autori che non godono come me, della promozione delle grandi Case Editrici.
Promuovere il mio romanzo Vento Rosso, non esclude la promozione di altre pubblicazioni valide che meritano d’essere nella nostra Biblioteca.
Altresì, riserverò uno spazio anche ad un’altra iniziativa, affinchè le date musicali in questione abbiano maggiore visibilità.
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Il Mistero delle 99 Tavolette D'Argilla
di Pietro Atzeni -
Edizioni Tracce - Euro 12.50
Il libro di Pietro Atzeni è un piccolo capolavoro di narrativa contemporanea. Atzeni usa pretestuosamente lo stile del giallo, e affida la trama ad un giovane giornalista, Luigi Duti, cronista di “L’opinionedi”, un giornale agli esordi. E’ una storia che si articola sull’orrore, il prestigio sociale di alcuni personaggi, l’efferatezza dei crimini, e la conseguenza delle decisioni criminali dei potenti. Dopo una breve prefazione nel primo capitolo, la vicenda si stempera con grande abilità dello scrittore, nella Sardegna dei giorni nostri. Il giornalista Luigi Duti, si troverà di fronte a misteriose morti e scomparse legate agli interessi e alle lobby. L'autore non manca di descrivere la vita privata del giovane giornalista, del suo tenero amore per Serena. Tuttavia non abbandona mai, neppure quando descrive i colori e i profumi della sua meravigliosa terra, il concetto che pervade dall’inizio alla fine il romazo.
Il liberismo che sa sempre più di dittatura “morbida fin che vuoi, ma pur sempre dittatura”.
Non manca persino di affrontare gli argomenti più scottanti e attuali, quali le guerre in Afghanistan e quella prevedibile in Iraq. Attraverso il dialogo intenso tra decani del giornalismo e l’inchiesta di Luigi Duti, Pietro Atzeni chiarisce con grande efficacia la posizione degli Stati Uniti e i motivi che l’hanno resa superpotenza in grado di controllare le economie del pianeta. Neppure la caduta del muro di Berlino viene risparmiata. La preparazione culturale, politica, la fantasia e la grande abilità narrativa fanno di Pietro Atzeni, a mio avviso, uno dei migliori scrittori che mi è capitato di leggere in questo ultimi tempi. Non mi dilungherò sulla trama che lascio a voi leggere in totale libertà. Mi permetto di aggiungere la sensazione che mi ha dato il finale di questo romanzo di spessore.
E’ un messaggio di speranza, una voglia di guardare al futuro con l’ottimismo di chi crede fermamente nell' l’intelligenza degli umani, nella capacità di discernere gli eventi con la ragione; all’informazione trasparente e alla conoscenza dei fatti, quali argomenti validi e indiscutibili per confidare in una realtà futura diversa da quella attuale, ormai giunta sul baratro del disastro.
-Ho una laurea del tutto inutile.
Mio padre s'è venduto le mutande per farmela prendere: dovevo essere il suo riscatto. Non avrei fatto comunque il manovale, anche se non avesse avuto idee ambiziose per me. Ugualmente me ne sarei andato dal paese, avrei tagliato la corda dall'isola. Milano mi è sempre stata un faro, una luce all'interno della mente, anche quando dormivo.-
Marya non dice nulla, ascolta in silenzio e questo mi da sui nervi. Ha un corpo da sballo; solo quello.
Alle quattro del mattino, quando è la regola che stabilisce la fine della mia attività, mi piacerebbe tornare a casa con una donna che mi sa ascoltare, che non bada alle mie prestazioni come fossero la mia unica virtù.
Mi chiedo se mi sarebbe ugualmente facile rimorchiarmi una tizia come lei, se fossi un manovale o un operaio, se al posto del Cayenne full optional con i vetri scuri e la vernice nera metallizzata, avessi una Punto bianca del '96.
Come uomo non sono male; anzi direi che sono un "giusto" come dicono da queste parti.
Marya l'ho conosciuta due mesi fa in una delle tante discoteche che frequento per lavoro. In fondo le nostre storie non sono poi così diverse. Io ho una laurea del tutto inutile e me ne sono andato dalla Sicilia dieci anni fa.
Lei ha studiato danza classica e ha lasciato la Russia l'anno scorso per cercare fortuna a Milano. In effetti fa la ballerina: la Lap Dance è una danza.
Mi stancherò presto di Marya, come è sempre accaduto. Non mi dura più di sei mesi una donna e non so neppure se mi innamorerò mai a tal punto da incastrarmi in una storia legale, ritrovarmi una stessa "lei" sul letto per il resto dei miei giorni, magari con un paio di marmocchi che mi chiameranno "papà".
A pensarci adesso, mi pare di avere una scatola di latta che mi ostruisce lo stomaco, fatico a deglutire e mi gira la testa.
Non sono pronto. No, a trentaquattro anni non mi ci vedo proprio.
Guadagno una barca di soldi e ne spendo altrettanti:mi piacciono le cose belle. Oh, mica è un delitto. Era da sempre che volevo diventare ricco e ricco non ci diventi presto e subito con una laurea in Scienze Politiche. L'ho presa per far felice il mio vecchio che se n'è andato da questa terra in pace.
-I piedi mi bruciano- dice Maya sfilandosi il sandalo di swarosky, mentre Il Cayenne, il mio piccolo gioiello, si infila nel parcheggio sotterraneo. Si piazza sulla pedana. Dal finestrino abbassato premo sul pulsante rosso e, in un soffio siamo al piano.
-Fatti un idromassaggio con i sali- le dico entrando in casa.
Non ho lesinato su nulla in questo appartamento, anche se non è ancora la casa dei miei sogni. Verrà, verrà. Tempo ancora due annetti e la facciamo finita con gli ascensori.
Ho già in testa dove. Como vista lago o niente. Como vista lago, sue due piani. Magari in stile Liberty, niente di pacchiano.
La vita a basso medio reddito non fa per me.
Spacciare pastiglie di ecxstasy e cocaina comporta qualche rischio se sei un idiota. Ma io non lo sono.
Traduco in lettere i mie pensieri, le mie emozioni, le infinite malinconie che da sempre accompagnano le mie allegrie. Istintivamente così, come vivo.
Mi fu assegnato un copione la notte di un 10 dicembre del secolo scorso e non m’è bastato il tempo trascorso sino ad ora a modificarlo, malgrado le influenze esterne e l’esperienza.
Non sono deliziata da me stessa ben sapendo che ciò non traspare facilmente. Più impegnativo è il copione, più facile sapere cosa dire.
Edipo aveva solo due battute.
“Vuoi lottare?” rivolta agli uomini e “Vuoi fartela con un bambino che ha la metà dei tuoi anni?” per le donne.
Per altri ci sono sei situazioni possibili, pare.
1)Quando parlare è indispensabile e la situazione è molto strutturata, come nello studio di un dottore
2)Quando parlare è obbligatorio e la struttura è sociale
3)Quando parlare è obbligatorio e la situazione non strutturata e le proprie osservazioni sono quanto di più personale e impersonale possibile
4)Quando parlare è permesso ma non obbligatorio
5)Quando parlare richiede coraggio
6)Quando parlare è proibito
Da sempre faccio ricorso alla penultima opzione. Devo sempre trovare il coraggio per non chiudermi in quel silenzio amico e familiare che rende straordinariamente fantastico il mio piccolo mondo. Non ho mai permesso a nessuno di varcarne le soglie o di passarne la linea di demarcazione. Ho difeso come una tigre la mia isola infelice, ma pur sempre mia, dentro la quale ho costruito con pazienza una casa a ridosso del lago, isolata e protetta.
Ora è arrivato il tempo di andare. Il quinto paragrafo si fonde con il sesto. Coraggio e proibizione.Li metto in una valigia. Per vivere mi basta avere con me il portatile, i miei cani e l’unica certezza che mi rimane: la neve continua a cadere leggera come piccole piume, nel cuore e nell’anima.
Malgrado la primavera ostenti ovunque la sua presenza, avverto che la mia malinconia è da sempre invernale.
(togliere la musica del blog prima di avviare il filmato)
grazie a tutti coloro che hanno dedicato tempo al mio libro o lo stanno ancora aspettando.
Conoscevo già Giuliana Argenio attraverso i suoi racconti nel suo blog. Ho avuto la curiosità di leggere Vento Rosso e da quando l’ho avuto tra le mani mi ha trasmesso un’emozione particolare… importante. Forse perchè ho la passione della scrittura e di conseguenza una grande passione per i libri da sempre. Ancor prima di imparare a leggere sfogliavo i libri cercando di capire che cosa vi fosse scritto; era per me un mondo magico che desideravo tantissimo scoprire. Un libro è un’occasione meravigliosa per viaggiare attraverso l’anima dello scrittore.. Quasi tutti i libri che ho letto hanno lasciato una traccia importante dentro di me. Non può esserci scrittura, per me, senza lettura. Dalla passione per la lettura è nata la mia ricerca nella scrittura, il tentativo di misurarmi in prima persona con la narrazione. Vento Rosso mi ha regalato emozioni profonde..è stato come vivere quelle dei personaggi in prima persona. Mauro,un uomo in apparenza freddo e distaccato ma capace di proteggere a suo modo la donna che ama…l’unica che abbia amato. Emma, che trova la sua forza in quella che il mondo chiama “fragilità”…L’Amore! Un libro che vale la pena di leggere,un libro che non resterà dimenticato su di uno scaffale tra gli altri libri. Un libro che lascia l’emozione sulla pelle perché in quelle pagine Giuliana ha scolpito la sua anima.
(Togliere la musica dal blog prima di avviare il filmato. Colonna di sinistra )
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Premesso che queste poche righe non vogliono neanche somigliare ad una recensione; non ne avrei né la capacità né la preparazione. Ho letto con avidità il bel romanzo di Giuliana Argento.
L’ho trovato scorrevole e ammaliante fin dalle prime righe, che si propongono al lettore con la descrizione di Mauro, della sua politicità estrema, farcita di problemi con la giustizia; delle sue debolezze, e l’estro di poeta. Proseguendo nella lettura, non si può fare a meno di notare come, l’autrice, partendo da mirabili poesie abbia saputo costruire una storia contemporanea ed affine a molti navigatori del web. Questo tasto della tecnologia moderna, viene appena sfiorato e, appare alquanto giusta, anche se un po’ tirata a mò di rimprovero, la frase che racchiude un contesto attuale che sottolinea come essa stessa, - Web-Internet- Chat e cosi via -, apra le porte ad una comunicazione tra esseri e ne chiuda altre, chiamando insensato, un’adulto che si immerge in tale contesto. Notevole ho poi trovato la figura di Emma; una donna di alta levatura, pur con le sue pecche e segreti inconfessati, ma certamente al limite opposto dall’altra donna importante per Mauro, e cioè Fiamma.
Due poli completamente diversi, ma entrambi importantissimi nel percorso di Mauro. Come non sottolineare poi le notevoli e pregevoli dissertazioni sull’anima umana e sulle sue sofferenze, sia del protagonista sia delle personalità che ruotano attorno ad esso. In sostanza, ho letto d’un fiato Ventorosso, mi ha lasciato un po’ di amaro per il destino di Mauro che, seppur ha vissuto pericolosamente, nella lucida follia di poeta, ha avuto pur sempre un sussulto di sincerità; sincerità che l’ha portato, per uno strano, ma forse vero geniale contrasto, creato dall’autrice, ad una conclusione inaspettata.
Io sono un semplice lettore. Ma ritengo si tratti di un bel libro, che starà benissimo nella mia biblioteca.
Un Abbraccio Sirablog
(togliere la musica del blog prima di avviare il filmato)
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E' la giornata ideale per scrivere. Diluvia da ore senza sosta. Il cielo sta scaricando sulla terra le lacrime dell’umanità, il dolore di chi non ha più fiato per urlare. Capita che il cielo si incazza a guardare quello che succede nel pianeta. Capita che discuta violentemente con il dio di tutte le teologie esistenti e poi, non ottenendo garanzie per i poveri cristi che lo invocano, il cielo si sbatta le nuvole alle spalle ed esca dal regno dell'infinito, dell'onnipotenza, dell'onnipresenza. E piove, piove a dirotto. Tutte le lacrime della terra e degli uomini se le ingoia il mare, in silenzio. E' la giornata ideale per scrivere. Ideale per ricordare, ascoltare la mente, soffermarsi sul respiro dell'anima divenuto ormai asmatico. Dovrei vedere settimanalmente lo psicanalista. Da un buon periodo a questa parte evito quelle sedute. Ne ho le scatole piene delle diagnosi, delle case di cura, dei distretti di Igiene mentale. Gli strizzacervelli possono pulirmi le scarpe; so manipolarli come voglio, non ho bisogno che siano loro a spiegarmi la schizofrenia, l'isteria paranoica. Mi fanno ridere quando parlano di "soggetto border line". Mi sono sempre servito di questi tirapiedi che hanno la presunzione di leggere la psiche, di scovarne gli squilibri. Avevo diciasette anni quando la mia famiglia decise di affidarmi alla prima struttura e capii all'istante che di fronte, avevo un manipolo di idioti incapaci, presuntuosamente convinti che il giuramento di Ippocrate fosse sufficiente a renderli geniali traduttori degli scompensi mentali altrui. Ho raggirato più psichiatri io che un truffatore di professione. E' la giornata ideale per scrivere. Piove che pare un castigo. Cosa volevano dimostrare quegli emeriti imbecilli? Che andavo aiutato per il trauma della morte di mio padre? Il silenzio in cui mi chiusi per un anno, dopo la sua morte, era quanto mi dovevo per riflettere e metabolizzare la sua fine. Ucciderlo non era stata una faccenda semplice. Lo odiavo quell'essere che si divertiva ad andare a caccia e mi imponeva di seguirlo.
-E' uno sport salutare figliolo. Cammini, stai all'aria aperta- Sparava alle lepri, ai fagiani, alle foleghe, a qualunque cosa si muovesse.
-Spara figliolo! Centralo. Così, tieni la canna con il palmo. Bene ragazzo, accosta il calcio alla guancia; no, non così. Appoggialo alla spalla. Vai, vai cazzo, spara perdio, spara. L'hai mancato; t’è tremata la mano figliolo. Sei negato ma imparerai-
Tse. M’era tremata la mano, avevo alzato il braccio! Certo che lo alzavo. Come si fa a sparare ad un essere inerme?
-Spara figliolo, spara-
Pareva che mio padre valutasse le persone per come usavano il fucile.
Quel tale era un "grande" se portava a casa sei lepri. Straordinario, era l'aggettivo che usava se gli veniva all'orecchio che un tizio se n'era andato oltre frontiera a cacciare il cervo. Tutti gli altri, quelli che non sapevano andare a caccia e non sapevano usare il fucile, erano uomini a metà. E lui, un figlio a metà, non lo voleva. Non avevo neppure un fratello al quale passare la staffetta. Mia madre, priva di nerchia com'era, s'era defilata da qualunque ruolo fosse d'opposizione. Preferiva la manovalanza casalinga. Lo lasciava parlare, gli permetteva d'essere un maschio tutto d'un pezzo.
-Non ripeto le cose due volte. Chi sbaglia paga- questo il suo slogan.
Fu così che all'alba d'un inizio autunno, a tre mesi dal giorno in cui sarei divenuto maggiorenne, accondiscesi ancora una volta ad alzarmi ad un'ora assurda, per accompagnarlo a caccia. Mi venne a mira nella tarda mattinata d’autunno di quell’anno. Mi precedeva lungo il percorso, avanzavamo tra sterpaglie e alberi. Dalle fronde filtravano triangoli di luce e lo stormire degli uccelli pareva ossessivo. Rimasi ad osservare qualche istante i riquadri della camicia verde e gialla che entravano ed uscivano dalla mia vista attraverso il mirino. Sparai nel momento in cui si fermò per spostare i rami d'un cespuglio che gli ingombrava il passo. Lo centrai in piena schiena. Cadde in avanti con il rumore sordo d'un sacco di farina che piomba dall'alto. Lo lasciai tirare le cuoia com'era giusto, steso sul letto di foglie ingiallite. Rimasi a fissarlo fino a che il rantolio si spense e il torace smise di sussultare.
-Muore un uomo durante una battuta di caccia. Una mattina di festa si trasforma in tragedia per padre e figlio. Il colpo partito accidentalmente centra in pieno l'uomo che muore quasi all'istante. Scioccante la reazione del figlio che non ricorda più nulla-
I titoli dei giornali mi regalarono un giorno di notorietà e ricordo il sottile piacere della notte seguente all'accaduto, quando piombai in un sonno catartico. Finalmente libero, i pensieri sgomberati dalla presenza opprimente di quell'essere. E' la giornata ideale per scrivere. Piove e non accenna a smettere.
Ho passato la vita ad ingannare il mondo. Non ho rimorsi. Mi restano troppi rimpianti per cose che avrei voluto fare, per alcuni progetti che avevo e, gioco forza ho dovuto sopprimere. La mia psiche "disturbata dal terribile evento", m'ha impedito d'avere una vita normale. Ho trascorso una buona parte della prima giovinezza a lasciarmi curare ed è stato allora che ho iniziato a dipingere. A Venezia, la città dove vivo ora, ho allestito le mie mostre importanti, grazie alle quali sono uscito dall'anonimato e i miei quadri vengono quotati bene, sopratutto all'estero. E' la giornata ideale per scrivere.
Piove senza sosta da molte ore. Venezia invecchiata e ingrigita, silenziosa. Venezia ondeggia sull'acqua. Da Cà de Sisto guardo oltre le cupole.
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Vi ricodo che ho pubblicato un libro: Vento Rosso-edizioni il filo-distribuito dal Gruppo Mursia nelle librerie e ordinabile anche su IBS o cliccando direttamente sul sito www.ventorosso.com in alto sopra il mio avatar. Se a qualcuno sembrerà noioso questo mio continuo ripetere la questione, vorrei spiegare che la promozione del libro è quanto ho a disposizione fino ad ottobre dell'anno corrente per avere la possibilità di pubblicarne un altro. E chi crede di concedermi fiducia, contribuirà a darmi una chànce per scrivere oltre un blog. Vi ringrazio.
[...] Un lieve battito sul vetro lo fece voltare verso la finestra.
Aveva ripreso a nevicare. Restò ad osservare, assonnato, i fiocchi di neve, argentei e scuri, che scendevano obliquamente davanti al lampione. Era giunto il momento di mettersi in viaggio verso occidente. Sì, i giornali avevano ragione: nevicava su tutta l'Irlanda. La neve cadeva in ogni parte della bruna pianura centrale, sulle colline brulle, scendeva piano sulla palude di Allen e, più a occidente, calava lieve sulle cupe onde tumultuanti dello Shannon. E cadeva anche su tutto il solitario cimitero di campagna, là in cima alla collina dov'era sepolto Michael Furey. S'ammucchiava sulle croci contorte e sulle pietre tombali, sulle punte del piccolo cancello, sui cespugli brulli. E l'anima si velava a poco a poco mentre ascoltava la neve che calava lieve su tutto l'universo, che calava lieve, come a segnare la loro ultima ora, su tutti i vivi e i morti.
(Tratto dal racconto "I morti" di James Joyce)
Tra il 1904 e il 1905, mentre è in esilio volontario sul continente, Joyce elabora i 15 racconti di Gente di Dublino che, pubblicati in raccolta nel 1914, lo riveleranno per la prima volta al pubblico dei critici e dei lettori come narratore di talento. Con una sensibilità e un'eleganza che sono già quelle di un grande scrittore, egli indaga partecipe le esistenze della gente d'Irlanda, attraverso una serie di ritratti fluidi ma dolenti che culminano - con il dramma simbolico di un matrimonio borghese vissuto all'ombra di un tragico segreto - nel celeberrimo racconto di chiusura "I morti".
(togliere la musica del blog prima di avviare il filmato)
(Elvis Costello)
Un attimo di pausa. Il tempo di riordinare le idee e la mia povera casa sottosopra. Una promessa fatta a Baloth, Baruliamo e Sirablog.
L'occasione per ribadire il senso della "parola".
Vivo dentro le "parole", le uso, le acconcio come i pazzi con fiori secchi che nei miei sogni sono sempre freschi. Tuttavia la "parola" è un bene comune ed il suo uso trova infinite sfumature. La parola è un frammento di noi. La parola ha un senso quando è collegata alla sincerità. La parola data è un impegno. La parola è la più alta espressione di ciò che realmente siamo o almeno tentiamo di essere.
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Meme & Meme
Questi tre "ragazzacci" m'hanno coinvolta in un Meme&Meme (così lo chiamano) e mi pare davvero scortese non giocare con loro. Il mio blog è stato aperto per dare visibilità al mio benedetto Vento Rosso, per tentare di promuoverlo in assenza di strumenti concreti da parte della casa editrice. Ma come rimanere indifferenti a tanti attestati di affetto, di stima e simpatia? Se sono andata in ristampa lo devo in gran parte a questi nick e al loro sostegno. Mi fanno ricordare con la loro gioiosa proposta una frase che si diceva da bimbi:
"Chi non gioca in compagnia o è un ladro o è una spia".
Credo sia, in sintesi, l'attuale:
"Chi non salta, chi non salta è..."
Elenca il link che ti ha nominato
Sei cose che ami fare.
Tutto qua. A mia volta, mantenendo la "parola" data, elencherò le sei cose che amo fare e subito dopo altri sei link, ai quali passo la staffetta. Fatelo se vi sentite di farlo, senza costrizione, aderite se avete voglia di giocare per qualche minuto.
1) Amo dire sempre quello che penso. L'impopolarità non mi spaventa. Mi terrorizza l'ipocrisia.
2) Amo stare da sola. Scrivere in silenzio. Uscire da sola. Fare le cose da sola.
3) Amo stare con i miei cani, passeggiare con loro in aperta campagna.
4) Amo conversare quando la solitudine mi diventa costrizione e allora sento che viene fuori la parte migliore di me.
5) Amo inventare la vita
6) Amo smodatamente il "cambiamento". Traslocare, cambiare luogo. Vivrei ovunque, ma la vita è davvero breve e penso che "18" sia il mio numero limite.
Poichè ho ricevuto 3 nomine al Meme, ho la possibilità di estendere il gioco a 18 persone. Non so se tutti gradiscono ma certamente nessuno è obbligato a mantenere la catena. Chi ha voglia di giocare mi lasci un pvt.